Conservazione e sviluppo

Il progetto dei bambini di quinta

 

Finalmente è nata l’isola che vorremmo: è qui davanti a noi disegnata su un grande cartellone e colorata con tecnica mista. Essa rappresenta il risultato delle nostre idee, dei nostri progetti e dei nostri desideri. Infatti il disegno riunisce i due aspetti: quello di conservazione (e potenziamento) e quello di sviluppo. L’isola ha una forma vagamente triangolare ed è la rappresentazione della Palmaria vista dall’alto perché in questo modo è possibile vederla nel suo insieme e coglierla nei suoi diversi particolari.

Sul lato Nord – Ovest, dove la scogliera è alta e a strapiombo sul mare e dove si aprono suggestive grotte, è per noi il “luogo della conservazione”; invece sugli altri due lati, dove l’ambiente è già antropizzato, il turismo si è sviluppato con le strutture adatte, senza distruggere le bellezze naturali.

Il forte Cavour, immerso in un bosco di latifoglie, è diventato un “giardino botanico e zoologico” dove le pecorelle pascolano e ci sono fiori ed erbe spontanee tipiche del luogo. L’altra fortificazione, Umberto I è un “museo archeologico e del mare” dove sono conservati oggetti del passato(reperti preistorici ritrovati nella grotta dei colombi) e vecchi utensili dei contadini, dei cavatori e dei pescatori dell’isola.
Il CEA è ancora luogo di ritrovo e di soggiorno per ambientalisti, naturalisti, bambini e turisti, con arredi sia all’esterno (tavoli, panche…) e porte che introducono in varie stanze.

Dietro di esso si estende una fitta macchia mediterranea di arbusti che con le loro bacche rosse arricchisce l’isola di colori vivaci. Davanti al CEA sono sorte terrazze coltivate con ortaggi. Lungo il litorale dell’isola, partendo dalla località il “Secco”, dove c’è ancora la locanda Lorena, e proseguendo lungo il litorale verso Est, troviamo un Pronto Soccorso, due ambulanze e una pista di atterraggio per gli elicotteri che sorvegliano l’isola per intervenire in caso di pericolo. Arriviamo al “Terrizzo” dove c’è un pontile di attracco per traghetti e imbarcazioni private e di linea.
Qui ci sono stabilimenti balneari (ombrelloni, cabine…) alberghi e ristoranti. Dove la costa è a strapiombo, lungo il sentiero che porta alla spiaggia del Pozzale, si possono osservare rarità floreali dell’isola Palmaria: il cisto bianco e quello rosa. Anche al Pozzale c’è un altro pontile di attracco ed ancora ombrelloni; un grande campeggio si trova alle spalle della trattoria e della pineta.
Alla punta Sud dell’isola le cave di marmo portoro, con le sue meravigliose venature sono diventate un’attrattiva turistica poiché testimonianza di un antico lavoro.

 


Indietro     -    L'isola che vorrei     -    Prima pagina