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IL MUSEO DEL SIGNOR RICCI
Alcuni
giorni fa, per motivi di studio e di ricerca legati al “Progetto Palmaria”,
siamo andati a visitare il “museo” del signor Ricci, che si trova vicino alla
nostra scuola.
Appena entrati siamo rimasti colpiti dai numerosi utensili che il signor Ricci, con molta pazienza, ha raccolto in molti anni di ricerca. Gli oggetti sono la testimonianza di attività lavorative ormai in disuso, ma non va dimenticato che per i nostri nonni e bisnonni essi hanno rappresentato motivo di lavoro e, di conseguenza, ragione di vita.
Nel piccolo, grande “museo” si possono ammirare attrezzi usati dagli abili maestri d’ascia (costruttori di barche in legno), utensili per il calafataggio delle imbarcazioni, per fabbri ferrai, per velai e per attrezzatori navali, una completa dotazione per palombaro e una splendida raccolta di nodi marini realizzata dal signor Ricci con l’aiuto dei ragazzi di quinta e delle medie.
Questo
museo sta diventando di giorno in giorno sempre più famoso; sono già andati ad
osservarlo scolaresche, amatori, direttori di musei importantissimi come quello
di Milano, e sappiamo che anche la Rai e Mediaset hanno puntato le loro
telecamere su questi oggetti pieni di storia. Noi alunni di classe quinta ,
insieme con i compagni delle altre classi, riteniamo giusto che questo nostro “graziotto”,
che ha dimostrato e sta dimostrando un immenso amore verso il proprio paese,
debba avere la possibilità di esporre in uno spazio più ampio questi beni
preziosi testimonianza del nostro passato.
Il signor Ricci ha allestito un vero e proprio museo in una
stanza della sua casa che si trova vicino alla nostra scuola. In questo locale
ci sono asce per lavorare il legno, morsetti per tenere unite le tavole. Ci ha
mostrato un attrezzo di nome “verina”che serve per fare i fori nel legno ce
n’erano di grandi e di piccole. L’uso della verrina grande era molto faticoso.
Il signor Ricci, ci ha fatto vedere anche piccoli velieri costruiti dentro a delle bottiglie e persino un piccolissimo veliero costruito dentro una minuscola fiala.
Quando si costruivano le barche,i maestri d’ascia dicevano rivolti alla barca: “adesso ti guardo io, quando sarai in mare ti guarderà Dio”.
Il signor Ricci ha raccolto questi attrezzi con molta cura e passione perché non vada perduta e dimenticata la storia del nostro paese.